commemorazione 60° anniversario dei Martiri del 7 luglio 1960 – 7 luglio 2020


In questo stesso giorno di 60 anni fa, a Reggio Emilia, la Polizia uccise 5 persone e ne ferì oltre venti perché manifestavano contro il governo in carica.

Da pochi mesi la Democrazia Cristiana, appoggiata dal Movimento Sociale Italiano, aveva formato un governo retto dal primo ministro Tambroni.

Pochi giorni prima a Genova c’erano stati disordini per la paura che questo potesse rappresentare un ritorno al potere di forze di destra, e arrivò l’ordine che eventuali ulteriori manifestazioni contro il governo dovessero essere spente sul nascere.

A Reggio Emilia la CGIL proclamò uno sciopero e nei pressi del monumento ai caduti un gruppo di manifestanti decise di intonare canti di lotta e di protesta. Le forze dell’ordine reagirono sopprimendo la manifestazione nel sangue: dapprima guidando due camionette sulla folla, poi sparando centinaia di colpi, diversi dei quali ad altezza d’uomo.


Morirono 5 persone: Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli, Lauro Farioli, e Ovidio Franchi, il più giovane di tutti, di soli 19 anni. Il fratello Silvano Franchi (nella foto) era presente e oggi ha ricordato quel giorno e ciò che successe. Per questi morti e tutti quei feriti nessuno venne mai condannato.

Ma le conseguenze non mancarono: come ha ricordato oggi Maurizio Landini il giorno dopo, 8 luglio 1960, la CGIL proclamò il primo sciopero generale dalla sua fondazione e pochi mesi dopo il governo Tambroni cadde. 


Oggi abbiamo ricordato questi morti e quel periodo storico affinché ci si senta sempre responsabili del contesto in cui viviamo, perché come ha detto Ezio Mauro (di Repubblica) “proprio oggi, proprio qui, SEMPRE dipende da noi”.