Commemorazione della tragedia dello stadio Heysel, 29 maggio 1985

Commemorazione della tragedia dello stadio Heysel, 29 maggio 1985

29 maggio 1985, Bruxelles. Stadio Heysel finale di Coppa dei Campioni: Juventus Liverpool.

Gli ultras del Liverpool caricarono i tifosi della Juve, sfondarono la piccola recinzione che li separava e centinaia di Juventini scapparono nella direzione opposta e furono schiacciati contro un muro di recinzione.

Il muro crollò. I tifosi morirono schiacciati dal muro o da coloro che cercavano di fuggire dagli hooligans inglesi. Morirono 39 persone, di cui 32 italiani, uno di Reggio: Claudio Zavaroni di 28 anni. 

Ho partecipato a nome del Comune al 40° di quella strage, ho ricordato la vergogna dei giocatori juventini che festeggiarono la vittoria, la vergogna dei belgi per un servizio d’ordine assolutamente inadeguato, la vergogna degli inglesi per ciò che avevano causato.

Ma fu una  responsabilità collettiva, di tutte le istituzioni, perché la violenza negli stadi non è mai solo un problema di ordine pubblico ma è un fallimento culturale, educativo e sociale. 

Erano presenti anche i giocatori di quella partita: Stefano Tacconi, Sergio Brio e Luciano Bodini (nella foto). Fra le lacrime hanno detto che fu una coppa insanguinata. 

Perché l’Heysel non sia solo una tragedia da ricordare, ma anche un monito da ascoltare, ogni giorno.

Matteo Iori