Da tanti anni il Comune di Reggio Emilia sostiene il progetto di accoglienza dei bimbi provenienti dai campi profughi Saharawi, campi nei quali ho avuto il privilegio di passare una settimana nel 2023.
Ma al di là di Reggio c’è una rete che sostiene tutto il progetto: c’è la Regione ER che permette ai bimbi visite sanitarie e cure gratuite, ci sono famiglie di tutta la provincia che li accolgono per alcune settimane, ci sono parrocchie che li ospitano, ci sono realtà di volontariato come Jaima Saharawi che organizza tutto o come l’AUSER che ha costruito per loro cappelli e sciarpe coi colori della pace, ci sono i Comuni che promuovo una riflessione sul tema del referendum per l’autodeterminazione invocato dalle Nazioni Unite dal 1991 ma mai attuato nel silenzio complice dei paesi occidentali.




C’è una rete di speranza in un mondo che sembra dirci che la speranza ormai è inutile perché il diritto internazionale non esiste più, e neanche quello umano se pensiamo alla striscia di Gaza.
Ma come mi ha ricordato la Presidente di Jaima Saharawi Caterina Lusuardi, Sandro Pertini diceva
Nella vita talvolta è necessario saper lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza
E questi piccoli ambasciatori di Pace ci aiutano a farlo.
