Mercoledì scorso, alla vigilia dei 600 giorni passati dal 7 ottobre scorso, ho proposto ai Capigruppo di fare oggi un minuto di silenzio per Gaza.
Tutti hanno accolto all’unanimità la proposta che oggi quindi rappresenta tutta la nostra città.

Sono passati poco più di 600 giorni da quel 7 ottobre 2023 in cui Hamas con un attacco terroristico attaccò Israele. Attacco che condannammo con forza.
Ma oggi a 600 giorni di distanza, dobbiamo condannare con estrema chiarezza il governo israeliano, che nella risposta ha superato ogni limite ed ogni regola del diritto di difesa. La stessa Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite ha ritenuto plausibile l’accusa di genocidio.
Nella Striscia di Gaza sono stati documentati come obiettivi specifici dell’esercito israeliano ospedali (oltre 900 operatori sanitari uccisi), rifugi, mezzi di soccorso, zone dichiarate sicure e regolarmente bombardate.
Tutto questo ha causato oltre 54.000 mila vittime. Di cui oltre 15.000 bambini. 15.000 bambini. E come se non bastasse Israele che controlla totalmente gli accessi alla Striscia, impedisce l’arrivo di farmaci, di cibo, di beni di prima necessità. Ad una popolazione già stremata.
Sabato 24 maggio in Comune abbiamo esposto un lenzuolo bianco, un sudario che rappresenta ciò che avvolge le vittime. Come quello che ho sollevato in Consiglio. Un atto simbolico per dire che tutto questo non è accettabile. Non è umanamente accettabile.
Sappiamo che al Governo di Netanyahu non interessa nulla del parere del Comune di Reggio Emilia, noi non influiremo certo nel fermare questo massacro. Saremo solo una goccia nel mare. Ma quando sei profondamente assetato di pace e di giustizia, ogni goccia conta.
Per riflettere su ciò che sta accadendo nella striscia di Gaza. Per portare la nostra solidarietà alla popolazione di Gaza. Per dire che Netanyahu ha superato ogni limite. Per fare pressioni su chiunque possa intervenire.
